Brainstorming: possiamo dirlo in italiano?

(Getty Images/Matt Cardy/Stringer)

Brainstorming: possiamo dirlo in italiano?

La traduzione italiana è “tempesta di cervelli” o al massimo “sessione ideogenetica”, spiega l’Accademia della Crusca. In questo caso salvare la nostra lingua sembra molto difficile

di Accademia della Crusca

Tratto dal sito dell’Accademia della Crusca

Questo termine, che significa letteralmente “tempesta nel cervello, o, meglio, tempesta di cervelli”, è stato coniato alla fine degli anni Trenta in ambito pubblicitario per indicare un metodo di ricerca di gruppo atto a stimolare la soluzione di problemi o la produzione di idee creative, attraverso la libera esposizione di intuizioni, impressioni e suggerimenti da parte dei singoli partecipanti.

In italiano è entrato già da alcuni decenni (alcuni dizionari ne datano l’ingresso nella nostra lingua al 1983, altri ancora prima, al 1966). Il suo uso è indicato dai dizionari per l’ambito pubblicitario, ma va notato che in tempi recenti si è anche diffuso in ambito educativo: promossa soprattutto dalla corrente pedagogica del costruttivismo (derivata dal costruttivismo in psicologia e in filosofia), questa tecnica che tende al coinvolgimento dei discenti nell’apprendimento rappresenta ormai un punto fermo, anche se discusso, nella prassi didattica delle scuole soprattutto primarie e secondarie inferiori, e come tale ha trovato una notevole diffusione nella società. Ci troviamo di fronte a un anglicismo ormai molto diffuso, non solo in ambito settoriale (pubblicitario), appunto, ma anche nella scuola e nella vita comune.

Sorgente: Brainstorming: possiamo dirlo in italiano? – Linkiesta.it

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