Che brutta fine

“GRB artist NASA Zhang Woosley” di NASA/Zhang & Woosley

Che brutta fine

O anche: i molti modi in cui, divinità a parte, può arrivare la fine del mondo (o almeno di noi)

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La notizia non ha avuto molto risalto, ma venerdì scorso il Bullettin of Atomic Scientists ci ha tenuto a ricordare che «mancano ancora solo tre minuti a mezzanotte». Il riferimento è a un celebre relitto della Guerra fredda, l’Orologio dell’Apocalisse, che è curato dallo stessoBullettin e aggiornato periodicamente per fornire un’immagine molto concreta dei pericoli legati all’instabilità geopolitica e alla proliferazione nucleare. Lo scorso anno, il Bullettin ha deciso di spostare avanti le lancette di due minuti, fino alle 23.57 che indica adesso.

Come mostra l’Orologio, l’uomo ha una grande capacità di danneggiare il suo pianeta, e dall’avvento delle armi nucleari può finalmente combinare guai così grossi da minacciare la sua stessa sopravvivenza (non attraverso i danni delle esplosioni, comunque, ma con l’inverno nucleare che ne seguirebbe).

Ma la scienza ci dà più di un motivo per essere umili anche riguardo il male che potremmo infliggerci, perché lo spazio intorno a noi, che sembra così tranquillo, brulica in realtà di oggetti e processi davvero pericolosi. Per essere chiari: nel lunghissimo periodo possiamo star certi che questa cara vecchia Terra sia spacciata. Non è una questione di quando, ma piuttosto di come.

Sorgente: Che brutta fine – Linkiesta.it

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Un Commento:

  1. salvofigura

    Grande servizio.
    Grazie

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