Il secondo libro della Biblioteca del futuro

Lo scrittore David Mitchell, al centro, con l’artista Katie Paterson, il 28 maggio 2016, nella foresta del Nordmarka, in Norvegia (Future Library)

Il secondo libro della Biblioteca del futuro

È stato scritto da David Mitchell, l’autore di “Cloud Atlas”, e si potrà leggere soltanto nel 2114

From Me Flows What You Call Time (“Da me scorre ciò che tu chiami tempo”) dello scrittore inglese David Mitchell è il titolo del secondo libro della Future Library, un progetto artistico che prevede di realizzare una biblioteca i cui libri si potranno leggere dal 2114. Il progetto è un’idea dell’artista scozzese Katie Paterson e in totale raccoglierà cento romanzi: il primo è stato scritto dall’autrice canadese Margaret Atwood e si intitola Scribbler Moon (che potrebbe tradursi con “La luna dello scribacchino”). Al momento non si sa nulla della trama dei due romanzi. Mitchell – famoso soprattutto per il romanzo Cloud Atlas, da cui è stato tratto l’omonimo film – ha consegnato il suo manoscritto il 28 maggio in una cerimonia nella foresta del Nordmarka, vicino a Oslo, la città in cui verrà aperta la Future Library: sarà conservato sigillato in una stanza della nuova biblioteca pubblica di Oslo, che aprirà nel 2019.

Inizialmente Mitchell non voleva partecipare al progetto perché pensava fosse una follia scrivere qualcosa che nessuno avrebbe mai letto, o meglio, che nessuno avrebbe mai potuto dirgli di aver letto. Poi però si è fatto convincere dall’idealismo dietro il progetto: che fra cento anni ci sarà qualcuno che stamperà, prenderà in prestito e leggerà quel libro.

Sorgente: Il secondo libro della Biblioteca del futuro – Il Post

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Un Commento:

  1. Secondo me anche un buon libro pubblicato oggi potrà essere letto in futuro, fra cento, duecento e anche più anni; mi pare che sia quello che stiamo facendo attualmente quando leggiamo i lavori degli autori del passato. Senza contare che fra cent’anni quel testo potrebbe essere considerato superato e quindi non pubblicabile.

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