La moda è sempre più tecnologica

Stampanti 3D, tagli laser e nuove tecnologie sono sempre più utilizzate per realizzare i vestiti, anche quelli di alta moda

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Una sfilata di moda 3D a Praga, in Repubblica Ceca, il 3 ottobre 2015 (CTK via AP Images)

di Virginia Postrel – Bloomberg

Il Costume Institute Gala del Metropolitan Museum of Art è l’evento della stagione a New York: attrae l’attenzione di personaggi famosi, esperti di moda e della stampa mondiale. Quest’anno lo sponsor della mostra che accompagna l’evento non è un famoso marchio di accessori o abbigliamento ma Apple; l’anno scorso era stato invece finanziato da Yahoo. Ai più cinici queste sponsorizzazioni faranno tornare in mente i matrimoni del XIX secolo tra un’ereditiera americana e un aristocratico europeo, dal quale la sposa otteneva il lignaggio e lo sposo una fortuna. Oggi la Silicon Valley ci mette i soldi, mentre al prestigio ci pensano New York e Hollywood. L’alleanza tra moda e tecnologia può sembrare strana: di solito una tende a disprezzare l’altra. «Da una parte c’è il mondo della tecnologia, che considera da sempre quello della moda inferiore: “noi siamo gli smanettoni, perché dovremmo metterci a fare vestiti o scarpe?”», spiega Dolly Singh, fondatrice e CEO di Thesis Couture, una start-up di Los Angeles che sta ridisegnando le scarpe col tacco, «e dall’altra c’è il mondo della moda di alto livello, che snobba la tecnologia: “Vogliono mettere luci e gadget dappertutto. Non è ridicolo?”».

Per gli stilisti che sono disposti a collaborare con gli esperti di tecnologia le tecniche di produzione digitale sono un’opportunità per sviluppare nuove forme estetiche e funzionali. A differenza dei dispositivi indossabili, che integrano computer all’interno di abiti e accessori, in questo caso è la tecnologia – e non la moda – a essere al centro dell’attenzione. Pensate per esempio al pezzo forte della mostra del Met “Manus x Machina: Fashion in an Age of Technology” (“Mano x macchina: la moda nell’era della tecnologia”), che sarà inaugurata il 5 maggio a New York: un abito da sposa di Karl Lagerfeld in neoprene con uno strascico dal ricamo molto elaborato, che è stato disegnato a mano, scansionato al computer e poi “pixelato”. Vista da lontano la fantasia del vestito, formata da diamanti artificiali e perle sembra un semplice stile barocco; guardandola da vicino risalta invece il lavoro al digitale.

Sorgente: La moda è sempre più tecnologica – Il Post

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