Sana Amanat è il futuro (multiculturale) del fumetto

Sana Amanat è il futuro (multiculturale) dell’editoria di fumetto

Forse non lo avete capito: dietro al rimbombo sui media di titoli come “Thor diventa donna”, “Arriva Capitan America afro”, “Spider-Man diventa di colore”, c’è molto, molto di più. Non solo marketing; non solo sensazionalismo; non solo politically correct. Per quanto possa suonare strano, mentre mi chiedo cosa abbia portato al fumetto questa annata tutto sommato di “crisi temperata”, quel che voglio sottolineare qui è che dietro a quei titoli strillati si nascondono due cose davvero importanti: alcuni fra i migliori fumetti popolari americani del momento, e la persona dell’anno. Distratti dai toni roboanti del “nuovismo”, a qualcuno potrebbe essere sfuggito che il fumetto del futuro, volenti o nolenti, sta passando da quelle parti.

Tanto il celebrato Occhio di Falco, quanto le rumorose ‘rivoluzioni’ che ho ricordato, hanno infatti un punto in comune. Ovvero quel nome esotico che ho inserito nel titolo: Sana Amanat. I cui successi abbiamo tutti iniziato a toccare con mano e che, a mio avviso, è la singola persona che ha maggiormente inciso sull’editoria internazionale di fumetto nel 2015. Per il concreto lavoro svolto con i suoi progetti, ma anche per ciò che è. Per ciò che rappresenta come professionista di – per davvero, una volta tanto – “nuova generazione”.

Chi è Sana Amanat

Sana Amanat è una dirigente presso Marvel Entertainment, responsabile Content & Character Development. In sostanza, dopo Joe Quesada, Alex Alonso Tom Breevort, è la figura editoriale cui spettano le decisioni più importanti: quale direzione dare all’universo Marvel, quali temi toccare, quali immaginari sollecitare, quali autori chiamare a contribuire.

I suoi progetti li conoscete, anche se – suppongo – potreste non sapere del suo ruolo in essi: uno è Hawkeye, gioiello di intrattenimento “popolare d’autore” (© Luigi Bernardi); un altro è Ms. Marvel, teen story supereroistica fresca e ‘autentica’ come non se ne vedevano dai Nuovi Mutanti di Claremont o, ancora più in là, dalla creazione del Peter Parker di Stan Lee.

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