Vietnam, la guerra finì 40 anni fa

Vietnam, la guerra finì 40 anni fa

Fu una delle più lunghe e sanguinose del Novecento, diede origine a un enorme movimento pacifista e diventò la prima grande sconfitta militare nella storia degli Stati Uniti

Vietnam War

 Il 30 aprile del 1975, quarant’anni fa, si è conclusa la guerra in Vietnam, uno dei conflitti più lunghi e sanguinosi del Novecento, e che diede origine a estese manifestazioni pacifiste di protesta: nel mondo è anche diventata la-guerra-del-Vietnam, cioè il simbolo di un conflitto ingiusto e brutale. È stata la guerra più rilevante combattuta dagli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale ed è stata anche al centro di buona parte della cultura pop dell’epoca e degli anni successivi, raccontata in una miriade di libri, canzoni, film, articoli di giornale e fotografie. Secondo Daniel Hallin, esperto di comunicazione politica dell’Università di San Diego, è stata anche il primo conflitto in cui «i giornalisti accompagnarono ufficialmente le forze militari, senza essere oggetto di censura».

La guerra fu combattuta prevalentemente nel Vietnam del Sud: da una parte c’era l’esercito del Vietnam del Nord, guidato dalla dittatura comunista di Ho Chi Minh, dall’altra l’esercito del Vietnam del Sud, dove dopo la guerra di Indocina era stato instaurato un regime anti-comunista guidato da Ngô Đình Diệm e sostenuto dagli Stati Uniti. Nella guerra furono coinvolti anche i vicini Laos e Cambogia e diversi alleati internazionali: Cina e Unione Sovietica a sostegno di Hồ Chí Minh, Stati Uniti e alleati occidentali con Ngô Đình Diệm. La guerra durò dal 1960 al 1975 con il progressivo coinvolgimento degli Stati Uniti soprattutto a partire dal 1962, sotto l’amministrazione democratica di John Fitzgerald Kennedy e poi, dal 1968, con il suo successore Lyndon Johnson. Si concluse con la caduta di Saigon, capitale del Vietnam del Sud, conquistata dall’esercito di Ho Chi Minh: fu anche la prima e più grossa sconfitta militare degli Stati Uniti durante la Guerra Fredda.

Com’è iniziato tutto
Sin dall’Ottocento l’attuale territorio del Vietnam faceva parte dell’Indocina francese. All’inizio del Novecento nacquero in Indocina diversi movimenti indipendentisti tra cui quello guidato dal leader comunista Hồ Chí Minh, che fondò un’organizzazione filo-comunista chiamata Viet Minh, legata alle potenze comuniste cinese e sovietica. Durante la Seconda guerra mondiale l’Indocina venne occupata dal Giappone e la Francia tentò di riconquistarla incontrando la dura resistenza del movimento nazionalista Viet Minh. Ne derivò una nuova guerra, quella d’Indocina, che andò avanti dal 1945 al 1954 e che finì con una sconfitta dei francesi e un rafforzamento di Hồ Chí Minh e del movimento dei Viet Minh. La Conferenza di pace di Ginevra si concluse nel luglio 1954: la penisola indocinese venne divisa nei quattro stati indipendenti di Laos, Cambogia, Vietnam del Nord e Vietnam del Sud, questi ultimi separati lungo il 17° parallelo. Nel Vietnam del Nord si costituì una repubblica popolare di tipo comunista guidata da Hồ Chí Minh e dal movimento Viet Minh (con capitale Hanoi), mentre il Vietnam del Sud rimase sotto il governo dell’imperatore vietnamita Bao Dai, sostenuto dalla Francia. Era anche stato previsto che il Vietnam sarebbe poi stato riunificato e che nel 1956 si sarebbero tenute libere elezioni.

La guerra in Vietnam finì 40 anni fa

Nel 1955 Ngô Đình Diệm depose l’imperatore e proclamò la Repubblica del Vietnam, una dittatura anti-comunista e cattolica che venne appoggiata dagli Stati Uniti, i quali volevano arginare l’espansione del comunismo nella regione. Il regime di Diệm si dimostrò molto oppressivo e nel 1960 venne fondato il Fronte di liberazione nazionale – i cui combattenti diventarono i famosi Vietcong – un movimento di Resistenza che puntava a liberare il Sud e a riunificare il paese sotto il governo comunista di Hồ Chí Minh.

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